La Russia decide di autoprodursi una distro del pinguino!

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La Russia decide di autoprodursi una distro del pinguino!

Messaggioda Butters » giovedì, 28.10.2010, 20:25

Cari amici del Baslug, quando ho letto questa notizia ho pensato subito a voi! Vi linko la pagina:
http://www.hwfiles.it/news/la-russia-vuole-una-propria-distribuzione-linux_34234.html
Che dire, complimenti al governo Russo, davvero! In Italia una situazione del genere non è nemmeno lontanamente ipotizzabile e questo è un vero peccato anche solo per una questione puramente economica. Tralasciando le potenzialità e le pecche dei SO Linux-based piuttosto che Microsoft o addirittura Apple, a livello di governo sarebbe utile introdurre Linux anche "SOLO" per risparmiare, ma evidentemente i nostri politici navigano nell'oro e non prendono nemmeno in considerazione delle scelte che potrebbero portare bei soldini nelle casse di un paese in crisi, vabbè...
Purtroppo è fin troppo facile cadere in discorsi del genere quando si leggono tali notizie; piuttosto volevo porre una domanda a zeno o a chiunque volesse rispondermi ;)
Se non ricordo male durante il Linux day, in risposta ad una domanda, zeno ha detto che, in genere, l'azzeramento dei costi utilizzando una politica Open Source nelle Amministrazioni si può notare dopo un primo periodo di startup e che quindi l'investimento è a medio-lungo termine. Nel caso della Russia si aggiungerebbero anche i costi di produzione di una distro; alla luce di tutto questo, in quanto tempo crediate si possa ammortizzare un'impresa come quella in cui la Russia vorrebbe buttarsi? E poi, nel caso in cui un'Amministrazione volesse ad esempio utilizzare Ubuntu che è gratuito quali costi dovrebbe sostenere? Perchè i costi non si dovrebbero azzerare nel breve periodo? Gli unici costi che mi vengono in mente sono quelli legati alla formazione dei dipendenti ed alla manutenzione delle macchine, che però dovrebbe essere fatta lo stesso su macchine Microsoft ;)
P.S. Scusate il post chilometrico e grazie a chiunque eventualmente volesse rispondermi ;)
Saluti,
Silvio alias Butters.

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Re: La Russia decide di autoprodursi una distro del pinguino!

Messaggioda pequeno » venerdì, 29.10.2010, 21:01

Butters ha scritto:....
Se non ricordo male durante il Linux day, in risposta ad una domanda, zeno ha detto che, in genere, l'azzeramento dei costi utilizzando una politica Open Source nelle Amministrazioni si può notare dopo un primo periodo di startup e che quindi l'investimento è a medio-lungo termine. Nel caso della Russia si aggiungerebbero anche i costi di produzione di una distro; alla luce di tutto questo, in quanto tempo crediate si possa ammortizzare un'impresa come quella in cui la Russia vorrebbe buttarsi? E poi, nel caso in cui un'Amministrazione volesse ad esempio utilizzare Ubuntu che è gratuito quali costi dovrebbe sostenere? Perchè i costi non si dovrebbero azzerare nel breve periodo? Gli unici costi che mi vengono in mente sono quelli legati alla formazione dei dipendenti ed alla manutenzione delle macchine, che però dovrebbe essere fatta lo stesso su macchine Microsoft ;)


Silvio,
come giustamente faceva notare zeno durante il suo intervento al linux day, ci sarebbe un notevole abbattimento dei costi a medio-lungo termine.
Costi non solo puramente economici e diretti, ma legati anche e soprattutto alle attività correlate. Sicuramente il medio-lungo termine può essere dovuto all'acquisizione di una certa forma-mentis del personale, che deve essere correttamente formato all'utilizzo di nuovi strumenti. Tuttavia uno dei costi e anche delle valutazioni da fare dovrebbe essere legato ai sistemi software, alle procedure già in essere nelle pubbliche amministrazioni, magari proprietarie e non multi-piattaforma. Non è proprio una banalità cambiare sistemi da un giorno all'altro: inizialmente ci sarebbero da sopportare, quindi, costi non solo per la formazione, ma anche per l'adeguamento di tutte le procedure utilizzate in precedenza. A lungo termine i vantaggi sono inevitabili: l'aspetto più banale è il riutilizzo dell'hardware cosiddetto obsoleto (non serve un multiprocessore per utilizzare un foglio di calcolo e un editor di testi, e diverse distro linux riescono a tirar fuori "energie" anche da pc davvero vecchiotti). Via di seguito ci sono l'abbattimento dei costi delle varie licenze, la maggior stabilità del sistema e la "quasi immunità" ai virus, che comportano a lungo andare un abbattimento dei costi di assistenza/manutenzione, la possibilità di adattare delle distro a esigenze specifiche dei vari enti, etc etc. Sostanzialmente bisognerebbe essere meno pigri e meno speculatori. Tra l'altro, soprattutto nel campo pubblico, entrano in campo fattori esterni che inficiano fortemente certi cambiamenti (politica, interessi economici, livello di apertura mentale piuttosto basso..). Il mondo Open Source enfatizza un concetto che purtroppo nella nostra società, soprattutto in certi ambienti, è accettato di mal grado: la collaborazione atta al raggiungimento di un benessere/miglioramento per tutti. Spesso per fare l'interesse di pochi, si penalizza la possibilità di generare un vantaggio per tutti.
Come la vedi?
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Re: La Russia decide di autoprodursi una distro del pinguino!

Messaggioda Butters » sabato, 30.10.2010, 9:24

pequeno ha scritto:
Silvio,
come giustamente faceva notare zeno durante il suo intervento al linux day, ci sarebbe un notevole abbattimento dei costi a medio-lungo termine.
Costi non solo puramente economici e diretti, ma legati anche e soprattutto alle attività correlate. Sicuramente il medio-lungo termine può essere dovuto all'acquisizione di una certa forma-mentis del personale, che deve essere correttamente formato all'utilizzo di nuovi strumenti. Tuttavia uno dei costi e anche delle valutazioni da fare dovrebbe essere legato ai sistemi software, alle procedure già in essere nelle pubbliche amministrazioni, magari proprietarie e non multi-piattaforma. Non è proprio una banalità cambiare sistemi da un giorno all'altro: inizialmente ci sarebbero da sopportare, quindi, costi non solo per la formazione, ma anche per l'adeguamento di tutte le procedure utilizzate in precedenza. A lungo termine i vantaggi sono inevitabili: l'aspetto più banale è il riutilizzo dell'hardware cosiddetto obsoleto (non serve un multiprocessore per utilizzare un foglio di calcolo e un editor di testi, e diverse distro linux riescono a tirar fuori "energie" anche da pc davvero vecchiotti). Via di seguito ci sono l'abbattimento dei costi delle varie licenze, la maggior stabilità del sistema e la "quasi immunità" ai virus, che comportano a lungo andare un abbattimento dei costi di assistenza/manutenzione, la possibilità di adattare delle distro a esigenze specifiche dei vari enti, etc etc. Sostanzialmente bisognerebbe essere meno pigri e meno speculatori. Tra l'altro, soprattutto nel campo pubblico, entrano in campo fattori esterni che inficiano fortemente certi cambiamenti (politica, interessi economici, livello di apertura mentale piuttosto basso..). Il mondo Open Source enfatizza un concetto che purtroppo nella nostra società, soprattutto in certi ambienti, è accettato di mal grado: la collaborazione atta al raggiungimento di un benessere/miglioramento per tutti. Spesso per fare l'interesse di pochi, si penalizza la possibilità di generare un vantaggio per tutti.
Come la vedi?


Come la vedo? Innanzi tutto devo dire che non potevo sperare in una risposta più dettagliata, grazie mille!!! Hai sciolto tutti i miei dubbi; solo un'altra piccola domanda ti vorrei porre : quando parliamo di medio-lungo termine o di lungo termine, di che tempi in concreto stiamo parlando? Purtroppo, mi ritrovo in tutto quello che hai scritto! Hai descritto molto bene i vantaggi e le difficoltà che si incontrerebbero a muovere un passo del genere nelle PA, ma io credo che siamo lontanissimi da una soluzione del genere. La poca cultura in merito, l'impegno economico iniziale per la formazione e l'eventuale migrazione verso un nuovo sistema informativo potrebbero essere ostacoli troppo grandi per delle persone non adeguatamente informate ed ancor meno motivate. Inoltre credo che sia più conveniente riscrivere ex-novo qualche gestionale e non fare reverse engineering su prodotti obsoleti (che però funzionano benissimo) probabilmente scritti in Cobol. Magari fra qualche anno i nuovi dirigenti, più informati degli attuali, si renderanno conto delle potenzialità dell'Open Source e si aprirà magicamente questa nuova strada.
Grazie ancora per la risposta pequeno!!!


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